JAZZ diVINO 2010

concerti jazz e storie di vino

 a seguire degustazione

Il grande jazz italiano incontra i grandi produttori del vino piemontese: storie di musica e di vino nella bella cornice della Sala Storica del Teatro Sociale di Alba.

Stefano Bollani

LO SPIRITO DELLA RASSEGNA…

Nel 2010, all’interno della manifestazione VINUM dedicata al mondo dell’enologia, è stata  proposta al Teatro Sociale di Alba la rassegna,“Jazz DiVino”, nei giorni 16, 24 aprile e 1° maggio 2010.

Si tratta, in verità, della ripresa di un’idea risalente ad alcuni anni fa e da me realizzata con un bel successo di pubblico e di critica per 3 stagioni consecutive all’interno del Teatro Sociale di Alba. Un progetto speciale, caratterizzato dal connubio che per varie ragioni mi è parso assolutamente naturale tra il grande jazz italiano e internazionale e i grandi vini piemontesi.

Il titolo -“Jazz diVino”- scelto per accorpare i tre concerti che presenteremo, e così il logo, le cartoline e le locandine ideati appositamente per la rassegna, alludono chiaramente a questa sorta di ideale matrimonio tra musica e vino. Le Langhe, inoltre, sono terre di storie e di racconti (basti pensare alle tradizioni contadine delle “veglie”) e così è parso interessante sfruttare questa tradizione, dando alla nostra rassegna un taglio non banale che la contraddistinguesse da altre e differenti esperienze di abbinamento tra musica e vino. Il sottotitolo attribuito all’intera operazione anticipa bene lo spirito delle serate: “Storie di musica e di vino” e a curare le “storie di vino” sono stati chiamati tre personaggi appassionati di vino e di buon vivere, esperti non solo di vino, ma di varia umanità: Carlin Petrini, fondatore e anima di Slow Food per la prima serata; Maria Biannucci, giornalista e piccola produttrice di vino per passione, e Federico Quaranta, conduttore della trasmissione radiofonica di Radio 2 “Decanter”, dedicata al buon bere e al buon mangiare italiano.

E’ parso interessante, più che presentare o degustare dei singoli e prestigiosi vini, raccontare, dopo i concerti, proprio come in una veglia d’antan, le storie di alcuni importanti personaggi del vino, capire, attraverso le loro parole e le loro esperienze personali, come e quando nelle Langhe è avvenuto il passaggio cruciale: da semplici contadini a imprenditori importanti e di tendenza che esportano i loro prodotti a New York, Tokio, Berlino e Parigi. Nel caso della terza sera, con i Ceretto, padre e figlia, si potrà anche seguire il passaggio di esperienze tra una generazione e l’altra: dal girare il mondo con la valigia in cerca di clienti e amatori a un click su internet.

Anche il jazz è una storia di passaggi di piani e di cambiamenti di scenari: un genere musicale di assoluta rottura e innovazione che nel corso della sua storia è stato prima confinato nelle fumose cantine dell’off-off americano, per poi essere considerato giustamente ai giorni nostri musica raffinatissima, per molti versi ormai accostata alla classica, e ospitata nei più grandi teatri del mondo.

Proprio a partire da queste considerazioni sono nati i tre concerti (e i relativi abbinamenti con i produttori piemontesi) che presenteremo in esclusiva fra aprile e maggio 2010 al Teatro Sociale di Alba all’interno di “Jazz diVino”.

Si è trattato di tre appuntamenti  di assoluto rilievo che hanno proposto alcuni tra i più importanti jazzisti del panorama italiano: Stefano Bollani, probabilmente il jazzista italiano più conosciuto al mondo, nella formula emozionante del “piano solo” (1° maggio 2010, per chiudere in bellezza); il duo tutto femminile costituito da Elena Ledda, intensa e magica cantante sarda, e Rita Marcotulli pianista dal tocco personalissimo (24 aprile 2010); Furio Di Castri, insieme a Andrea Pozza e Marco Tamburini, per l’apertura della rassegna, con un progetto che riesce a essere al tempo stesso tradizionale e nuovo, “Ideal Standard” (16 aprile 2010).

I tre concerti sono stati pensati espressamente per la Sala Marianna Torta Morolin (Sala Storica) del Teatro Sociale, una sala raccolta, elegante, da tipico “teatro all’italiana” e dall’acustica perfetta, una sala ideale per ascoltare musica e chiacchierare con un bicchiere di buon vino in mano.

E’ degna di attenzione, data la sua particolarità, la modalità con cui si svolgeranno le tre serate: un primo momento sarà costituito dal concerto vero e proprio, mentre la fine della serata sarà dedicata alle storie di vino e di musica: produttori e musicisti insieme sul palco, invitati dal coordinatore della serata a raccontare le loro esperienze personali, sorseggiando il vino offerto dal produttore stesso. Nel frattempo a tutti gli spettatori verrà servito dai somelliers direttamente al loro posto, sia in platea che nei palchi, un bicchiere di vino in eleganti calici.

I produttori vitivinicoli che participeranno alle tre serate, sono Quinto Chionetti con il suo Dolcetto (insieme al trio di Furio Di Castri e a Carlin Petrini il 16 aprile), ultimo autorevole patriarca del vino di Langa; Ornella Correggia e il suo vino Roero (insieme al Duo di Rita Marcotulli – Elena Ledda e a Maria Bianucci il 24 aprile), rappresentante di una nuova categoria in sempre maggiore espansione del mondo dell’enologia, quelle delle donne che non hanno paura di confrontarsi con un mestiere tradizionalmente maschile; e Bruno e Roberta Ceretto con il loro Barolo Bricco Roche ”Trapò” 2003 (insieme a Stefano Bollani e a Federico Quaranta il 1° maggio), padre e figlia, rappresentanti di una grande azienda che tra le prime ha capito il valore ”emozionale” del vino e la forza della buona comunicazione e dell’immagine di alta qualità chesi fa forte dell’abbinamento con grandi esponenti del mondo della cultura e dell’arte.

Tre punti di vista diversi sul vino, tre storie diverse da raccontare.

 

Paola Farinetti, direttore artistico
 
 

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